L’UNIONE POPOLARE DI PANAGIOTIS LAFAZANIS OVVERO COME TI SPACCO SYRIZA

Articolo pubblicato su OPINIONE PUBBLICA

link originale: http://www.opinione-pubblica.com/2015/09/04/lunione-popolare-di-panagiotis-lafazanis-ovvero-come-ti-spacco-syriza/

Le parole di Stamatis Karagiannopoulos, rappresentante della Tendenza di Sinistra, pronunciate in un discorso tenuto il 4 gennaio 2015 al Comitato Centrale del partito di Alexis Tsipras assumono sfumature profetiche se rilette alla luce di quanto accaduto in Grecia in questo mese di agosto. “La legge della Storia prevede che chiunque tenti di gestire il capitalismo diventa un elemento portante della crisi: il Governo Syriza non sarà un’eccezione”. L’accettazione del terzo memorandum che prevede politiche distruttive che possono dare il colpo di grazia all’economia greca ha fatto del premier Alexis Tsipras un complice di un Europa del rigore che, nelle intenzioni di partito, si voleva combattere. Per Panagiotis Lafazanis, leader della corrente Piattaforma di Sinistra interna a Syriza, Tsipras non è nient’altro che un traditore, colui che ha sacrificato il partito e l’espressione della volontà popolare a vantaggio del potere governativo.

PANAGIOTIS LAFAZANIS CONTRO ALEXIS TSIPRAS

Panagiotis Lafazanis, parlamentare, Ministro della ricostruzione produttiva, ambiente e energia dal 27 gennaio al 17 luglio, filorusso, uomo politico cresciuto nell’alveo del Partito Comunista Greco (KKE) dalla retorica rivoluzionaria è colui che nell’animata discussione concernente l’approvazione del terzo memorandum ha, di fatto, spaccato l’unità (presunta) del partito guidato da Alexis Tsipras e aperto la crisi di Governo. Una spaccatura formalizzata il 14 agosto in sede di seduta parlamentare ma, in realtà, consumata già nel mese di luglio quando il Governo Tsipras ha venduto il fiero oxi dell’elettorato greco alle richieste di sfrenato liberismo della troika in cambio di un nuovo piano di salvataggio1. Il 17 luglio, infatti, in seguito ai dissapori con la guida politica di Syriza, Lafazanis viene sollevato dall’incarico di Ministro a favore di Panos Skourletis, accreditato di maggiore sintonia con la “linea Tsipras”; in aula, invece, alla vigilia di Ferragosto, parlando dal suo scranno l’ex ministro si fa portavoce del fronte anti-troika e dell’ala dissidente interna a Syriza accusando l’esecutivo di aver tradito il proprio mandato popolare: “la firma di un nuovo Memorandum da parte di un Governo che è stato eletto per abolire i due precedenti è un disastro per il popolo greco e per la democrazia, […] significa ancora più austerità, contrazione dei diritti e perpetuazione del regime di sottomissione del Paese”. Conseguente (e inevitabile) la formazione di Unità Popolare, un nuovo gruppo parlamentare autonomo cui aderiscono in prima battuta 25 deputati, terza forza numerica del Parlamento ellenico; intento dichiarato è quello di costituire un fronte largo e compatto che si presenti al giudizio degli elettori come forza politica anti-memorandum e di democrazia progressiva, un’alternativa realistica all’austerità capace di dare voce al 61% della popolazione che aveva detto no al referendum, incarnando lo spirito e la sostanza di quel voto: “il “no” del referendum non sarà orfano alle prossime elezioni anticipate. Se necessario cancelleremo il Memorandum e usciremo dall’euro”2. Abolizione del Piano di salvataggio e di tutte le misure di austerità sono questi i punti principali del programma con cui Lafazanis si presenterà alle elezioni nel tentativo di recuperare lo spirito dell’Accordo di Salonicco, piattaforma programmatica con cui Syriza aveva conquistato il potere nel mese di Gennaio. Prendendo le mosse dai presupposti ideologici di Piattaforma di Sinistra, la corrente capeggiata da Lafazanis in seno al Comitato Centrale di Syriza (30%), la nuova forza politica dell’ex ministro porta avanti la bandiera della lotta volta ad una ricostruzione della Grecia che sia produttiva e progressiva non temendo (e anzi sventolando) l’idea di una Grexit riprendendo in mano le linee guida del testo redatto a Salonicco, una proposta politico-elettorale che si assumeva la responsabilità e, di conseguenza, l’impegno verso il popolo greco per un Piano di Ricostruzione Nazionale che sostituirà il memorandum già nei primi giorni del potere, prima e indipendentemente dal risultato della negoziazione. Il Piano di ricostruzione Nazionale si basa su quattro grandi pilastri per invertire la disintegrazione sociale ed economica, per la ricostruzione dell’economia e l’uscita della crisi. […] 1) affrontare la crisi umanitaria, 2) riavviare l’economia e promuovere la giustizia sociale, 3) riconquistare l’occupazione, 4) trasformare il sistema politico per rafforzare la democrazia3. Gli 86.000.000.000 di euro in cambio di pesanti e ulteriori concessioni all’austerità rappresentano per Lafazanis un chiaro tradimento attuato da Tsipras nei confronti della fiducia degli elettori e della Grecia tutta.

“USCIREMO DELL’EURO, SE NECESSARIO”. COSA PROPONE UNITA’ POPOLARE?

Sia Tsipras e che Lafazanis, alleati di un tempo recente rivali in un prossimo futuro, hanno iniziato la loro carriera politica nel partito comunista. Ma mentre Tsipras si è rapidamente evoluto in un moderato di centro-sinistra che ha detto di aver firmato il miglior compromesso possibile per mantenere il paese da una rovinosa “Grexit”, Lafazanis non ha snaturato la la sua forma mentis continuando a vestire i panni di colui che protegge i principi fondanti di Syriza rifiutando la continuare a fare della Grecia un laboratorio di politiche liberiste, rifiutando la dittatura dell’euro.

Dopo aver accettato formalmente l’incarico esplorativo per la formazione del nuovo esecutivo4, Lafazanis si è lanciato nella campagna elettorale con l’obiettivo sia di differenziare la posizione di Unità Popolare sia di convincere l’elettorato che uscire dall’euro non sarà un cammino verso l’inferno. Da sempre contrario agli accordi con la troika la retorica di Lafazanis è intrisa di un’ideologia rivoluzionaria, antiliberale, antioccidentale su cui si innestano venature di nazionalismo che, seppur rispecchiando il passato politico dell’ex Ministro, risultano incompatibili con i valori, le regole e le politiche istituzionalizzate di un’Unione Europea con la quale si vuol rompere. L’impianto del Lafazanis-pensiero è condensato in un articolo scritto di proprio pugno per le pagine del magazine Crash del 29 aprile: oggi, il salvataggio del paese è strettamente legato al rifiuto dell’insubordinazione, al nostro desiderio di sopportare nelle difficoltà e la nostra decisione di connettere il nostro grande “NO” con il nostro sforzo incrollabile per un nuovo e progressivo percorso di ricostruzione, recupero, e rinascita in prospettiva del paese mentre i centri di potere ed i creditori non vogliono altro che la subordinazione e la resa, nuove misure di austerità su pensioni e salari, la vendita degli asset del Paese, nuove tasse e ulteriori deregolamentazioni e privatizzazioni. Secondo Lafazanis la Grecia può (e deve) far fronte alla tortura dell’acqua applicata da UE e FMI con la quale l’economia ellenica viene soffocata avviandosi a percorrere un nuovo cammino verso l’indipendenza nazionale con il recupero della propria sovranità. La ricetta per il salvataggio extra-memorandum prevede la nazionalizzazione o il controllo degli istituti bancari e dei settori strategici dell’economia, una nuova politica fiscale, una distribuzione più equa della ricchezza, un ritorno dei salari ai livelli pre-2010 un rifiuto del piano di privatizzazioni avviato dai precedenti governi e un bilanciamento delle forze produttive a favore del lavoro. I presupposti irrinunciabili sono l’abolizione dei memorandum, la cancellazione di gran parte del debito pubblico e il netto rigetto dell’austerità, appropriandosi dell’anima dell’ala più intransigente dell’elettorato.

LA GRECIA SULLO SCENARIO INTERNAZIONALE

Di interesse l’orientamento estero di Lafazanis. Già nelle vesti di Ministro, il leader di Unione Popolare aveva avviato politiche volte ad un avvicinamento con Mosca con la volontà di perseguire una cooperazione attiva con la parte russa affinché venissero realizzati i progetti già pianificati. Tra questi, il South European Pipeline, ostacolato da Bruxelles ma prioritario per Atene, avrebbe permesso al gas russo di giungere in Europa continentale e alla Grecia di conseguire una certa indipendenza energetica5.

Ma la Grecia si trova al confine di tre continenti: “il peso politico e geostrategico del paese è critica, se non essenziale”. Partendo da questo assunto l’ex Ministro Lafazanis intende riservare al Paese un ruolo nell’implementazione di una politica estera nuova, genuina, indipendente e multidimensionale. […] La Grecia può e deve aprire orizzonti multidimensionali di rapporti economici e politici che formeranno nuovi appigli, non solo in Russia, ma anche in Cina, Brasile, America Latina, India, il mondo arabo, la zona africana, e, naturalmente, l’area del Mediterraneo. Così la Grecia [di Syriza] smetterà di essere un complotto americano-atlantico [di mare], un feudo tedesco o uno stato satellite dell’asse israelo-americano in Medio Oriente e non è un paese che sarà offerto in vendita, privatizzando i suoi settori strategici dell’economia, le sue operazioni strategiche, le sue infrastrutture strategiche, e le sue reti strategiche. Nell’ambito del quadro della nuova politica estera ed economica, la Grecia rifiuta il co-pooling dicotomico e da vassallo del mare Egeo, sia con gli Stati Uniti, con la Turchia, o con tutti e due insieme, mentre si cercherà di sfruttare la ricchezza di minerali e le potenziali riserve di idrocarburi basandosi sul diritto internazionale e sull’interesse nazionale.6

I PRIMI SONDAGGI

Nonostante il Presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem si sia affrettato nel ricordare ad Atene che gli impegni presi vanno rispettati anche perché questi hanno trovato ampio supporto in sede parlamentare, la dimissioni di Tsipras hanno portato la politica nazionale in acque (ancor più) turbolente ed inesplorate. In cinque anni, il circolo vizioso austerità, recessione, memorandum che porta nuove misure di rigore ha liquidato il vecchio sistema politico ellenico e tutte le forze che hanno gestito il problema del debito hanno subito pesanti ripercussioni. Papandreou prima, Samaras poi, e adesso è la volta di Alexis Tsipras?

La risposta scaturirà dalla tornata elettorale del 20 settembre. Intanto i primi sondaggi danno Unità Popolare in una forbice tra il 3.5% e il 5%7 che consentirebbero ai dissidenti di Syriza di superare la soglia del 3% prevista dalla legge elettorale greca.

NOTE

  1. A luglio, dopo il referendum del 5 luglio, il Governo trova l’accordo con i creditori per un nuovo memorandum di intesa che prevede un prestito in cambio di riforme e tagli. L’opposizione alla “linea Tsipras” si manifesta all’interno del Comitato Centrale di Syriza (107 i rappresentanti contrari) e in Parlamento dove 34 sono le defezioni all’interno del gruppo vicino ad Alexis Tsipras.
  2. http://www.ekathimerini.com/200790/article/ekathimerini/news/lafazanis-declares-new-partys-goals-to-cancel-bailout-write-down-debt
  3. Il programma elettorale in questione è consultabile sul sito di Syriza. Qui la traduzione in italiano: http://www.altraeuroparoma.it/blog/come-si-puo-governare-in-modo-diverso-dai-dettami-della-troika/
  4. Il 27 agosto, Lafazanis Panagiotis Lafazanis ha rimesso il mandato esplorativo ricevuto tre giorni prima dal presidente della Repubblica Prokopis Pavlopoulos
  5. “La posizione del governo di favorire la costruzione di un gasdotto in territorio greco – che inizierà dal confine greco-turco per andare fino in fondo alle nostre frontiere con la FYROM, e che trasporterà il gas naturale russo attraverso una condotta sottomarina attraverso il Mar Nero è incluso in questa logica”. https://greekanalyst.wordpress.com/2015/04/29/the-pro-rupture-article-of-uncompromising-minister-lafazanis/
  6. https://greekanalyst.wordpress.com/2015/04/29/the-pro-rupture-article-of-uncompromising-minister-lafazanis/
  7. http://www.reuters.com/article/2015/08/28/us-eurozone-greece-poll-idUSKCN0QX0DM20150828http://www.tovima.gr/en/article/?aid=733297
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